Fino a qualche anno fa, in pochi avrebbero previsto il boom dell’informazione digitale che si sta verificando oggi. L’autorevolezza e il prestigio della versione cartacea di Ferramenta 2000 non sono affatto in discussione e non sono in alcun modo scalfiti dall’ascesa del web. La presenza della rivista cartacea nelle ferramenta italiane è infatti un “must” e lo rimarrà per molto tempo ancora. Anche per una testata con alle spalle una lunga tradizione come la nostra, però, è necessario adeguarsi alle nuove forme di comunicazione: noi lo abbiamo fatto rinnovando completamente il nostro sito e investendo nella versione digitale della rivista. In questa fase di transizione, paragonabile solo a quella susseguente all’invenzione del torchio tipografico a caratteri mobili da parte di Gutenberg, l’editore e i giornalisti sono chiamati a rischiare. In molti casi, si verificheranno fallimenti, che metteranno in difficoltà le case editrici. Solo poche avranno successo, perché questo è un settore nuovo, particolare e in gran parte inesplorato. Da alcuni anni gli editori hanno preso coscienza che sta avvenendo un cambiamento epocale nel mondo dell’informazione. Intorno ai nuovi mezzi di comunicazione digitale non ci sono più solamente incertezze e scetticismo, atteggiamenti che si stanno a poco a poco dissolvendo, perché aumentano di giorno in giorno i consensi dell’opinione pubblica verso queste novità. Oggi, il nuovo cliente digitale capovolge il modello dei ricavi e le meccaniche pubblicitarie che hanno sempre fatto da guida nella nostra gestione editoriale. L’inserzionista vuole avere dall’editore dati concreti, come quelli delle visualizzazioni di una pagina, dei tempi di consultazione eccetera. Siccome i numeri non mentono, chi fa pubblicità ha un riscontro reale riguardo alla bontà del proprio investimento. La diffusione di questi nuovi mezzi di comunicazione ha avuto gli effetti di modificare la struttura delle redazioni e di abbattere costi industriali altissimi, come quelli per la carta stampata e per le rotative. I nuovi mezzi di comunicazione hanno bisogno solo di giovani di talento e di uno spirito imprenditoriale. La creatività fa ancora la differenza, dal momento che oggi non è più possibile “vivere di rendita” grazie al prestigio acquisito nel corso del tempo. In questa nuova realtà, molti manager e tante aziende utilizzano i social network per aumentare la propria visibilità; va da sé che anche gli altri dovranno usare la stessa strategia per stare “dentro la notizia”. Il web porta a dimenticare l’immagine romantica della vecchia editoria, caratterizzata dall’odore dell’inchiostro, dal rumore delle rotative e dal fruscio della carta a contatto con le mani e che, dal canto suo, conserva la propria importanza. Per le riviste cartacee così come per quelle digitali e per i siti internet rimangono inalterati e sono imprescindibili i valori tradizionali del giornalismo, che sono molto cari ai lettori e che le nuove leve faranno bene a tenersi stretti. Anche il lavoro con il nostro portale, www.ferramenta2000.net, sta cambiando: ne valutiamo il successo in base a nuovi parametri, come gli accessi quotidiani, verificando ogni mese la nostra posizione nel mondo, dove siamo tra i primi 500mila siti più visitati.
Il direttore
Nel dicembre 2006 è stato lanciato il concorso "Henkel Innovation Trophy", per la prima volta gli inventori indipendenti sono stati invitati a presentare i loro design registrati, modelli di utilità e brevetti per prodotti e sistemi produttivi, così da includerli nel processo di innovazione della società.
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Momento felice per l'industria dell'automazione: si prevede un aumento del fatturato del 37 percento nel 2011 e un'ulteriore crescita nel 2012. Intanto AUTOMATICA, il più importante Salone Internazionale di Automazione e Meccatronica, aumenta il numero dei padiglioni previsti per far fronte alle domande di partecipazione.
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Il nuovo servizio in collaborazione con Instapro per chiedere aiuto ai professionisti di tutta Italia
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Negli ultimi 2 anni l’interesse delle aziende italiane per il mercato marocchino è sensibilmente aumentato, essendo numerose le prospettive di investimento e di partnership con le società marocchine. La presenza di imprese italiane e miste, circa 300, è in crescita anche grazie alle opportunità offerte dalla creazione della Free Trade Zone di Tangeri, a ridosso dello stretto di Gibilterra.
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