Dopo essersi aggiudicata il primo premio relativo al Bando per la prevenzione 2015 “Valorizzare la sostenibilità ambientale degli imballaggi” indetto dal Consorzio Nazionale degli Imballaggi, e dopo l’Oscar per l’imballaggio, vinto nel 2016 grazie ad un particolare Packaging in grado di assicurare un impatto ambientale minimo, Vimar ottiene un altro importante riconoscimento.
Lo scorso 15 novembre sono infatti stati annunciati i vincitori del “Bando CONAI per la prevenzione – Valorizzare la sostenibilità ambientale degli imballaggi 2017” e l’azienda di Marostica era tra questi. Questa volta il premio è frutto del progetto di miglioramento dell'imballaggio del Cronotermostato GSM 120-230 V. Grazie a specifici accorgimenti, il team Vimar è infatti riuscito a ridurre sia il volume che il peso del contenitore, con un conseguente risparmio di materia prima. Obiettivo raggiunto anche grazie all’eliminazione del manuale di istruzioni prima presente in formato cartaceo all’interno della confezione e ora è disponibile in formato elettronico. Tutto ciò ha quindi permesso un’ulteriore ottimizzazione della logistica e una conseguente riduzione volumi di stoccaggio.
Un importante riconoscimento, questo, che si inserisce nelle ormai già consolidate attività che vedono Vimar in prima fila nella tutela dell’ambiente. A livello produttivo ricordiamo la progressiva eliminazione dei bagni galvanici per le finiture metalliche sostituito dall’innovativo e più ecologico MSD che, sfruttando i principi della fisica e non della chimica, elimina qualsiasi tipo di emissione nociva; ma anche l’utilizzo ormai da anni di vernici a base acquosa o a reticolazione UV per portare le emissioni di COV (Componenti Organici Volatili) in atmosfera al di sotto del 50% dei limiti imposti dalle più stringenti norme europee.
Suddividere, segnalare, fare cultura. Questi sono i cardini della politica ambientale dell’azienda che ha da tempo avviato il Progetto Ambiente: un articolato programma trasversale all’intero ciclo produttivo che - partendo da una corretta suddivisione dei rifiuti - consente di riciclare il 60% del materiale plastico di scarto e la maggior parte di quello metallico; di segnalare alla Ricerca & Sviluppo le difficoltà di separazione delle varie componenti per far sì che il prodotto sia progettato fin dall’inizio per essere totalmente scomposto e riciclato a fine vita. A ciò si aggiunge una continua attività volta a fare cultura nei reparti affinché i rifiuti vengano suddivisi alla fonte riutilizzando il materiale idoneo.
Se fino ad alcuni anni or sono la fase della vendita impegnava buona parte delle energie di costruttori e concessionari, oggi tutto questo non basta. Sempre più determinante per il successo commerciale di un’azienda è ciò che accade “dopo”. Ed è proprio sui servizi post vendita che JCB concentra sempre più le sue energie, Con soluzioni ad alto valore aggiunto per i clienti e per la rete dei concessionari.
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