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Il 2020 vede Grupa Topex tagliare il traguardo dei 30 anni di attività come gruppo e dei 10 anni di presenza sul mercato italiano. Abbiamo chiesto a Maurizio Verna Business Development Manager di Grupa Topex in Italia di fare il punto sulla realtà attuale dell’azienda e di darci qualche anticipazione sui suoi piani di sviluppo.

 

Partirei proprio da una fotografia dell’azienda a 30 anni dalla sua fondazione

Grupa Topex è oggi una realtà internazionale con sede a Varsavia. Conta tre filiali, in Russia Ucraina e Romania, opera complessivamente in 40 Paesi dislocati in diversi continenti, ha in portafoglio 6 marchi – Neo Tools, Graphite, Graphite Pro, Verto, Topex e Top Tools – e vanta un catalogo che comprende oltre 7 mila articoli.

 

A inizio anno avete annunciato circa mille nuovi prodotti. Siete riusciti a rispettare questo impegno? Le novità riguardano tutti i marchi?

Direi che siamo andati anche oltre, visto che ad oggi (fine agosto – Ndr.) siamo arrivati a superare i 1500 codici nuovi e che di questi solo 200 vanno a sostituire prodotti già presenti. In questo momento Neo Tools (utensili manuali) e Graphite (utensileria elettrica) sono i due brand su cui si sta focalizzando l’attenzione di Grupa Topex per quanto riguarda sia l’inserimento di nuove referenze sia le attività di comunicazione.

A tendere il progetto Graphite Pro andrà a esaurirsi e i prodotti oggi commercializzati con questo marchio verranno inseriti in Graphite. Ciò significa che i marchi in portafoglio saranno 5: Graphite e Verto, che affiancano agli elettroutensili anche una linea di accessori per elettroutensili, e Neo Tools, Topex, e Top Tools per gli utensili manuali.

 

Grupa Topex ha aperto il 2020 celebrando i 30 anni di attività con un evento svoltosi a Varsavia il 10 gennaio. Poi è arrivato il Covid…

Come tutti abbiamo dovuto fare i conti con l’impatto della pandemia. Anche se, devo dire, che per quanto riguarda Grupa Topex le criticità hanno riguardato la disponibilità e i tempi di consegna dei prodotti dell’assortimento standard, più che la programmazione dell’introduzione a catalogo delle novità. Infatti, tutti i lanci pianificati sono stati fatti, anche se magari con tempistiche diverse. Dal punto di vista organizzativo abbiamo, infatti, risentito delle misure anti Covid che ci hanno costretto a lavorare con una forza lavoro ridotta a circa il 60% del normale. Nonostante l’azienda possa contare su un Centro Logistico con una capacità di oltre 20,000 righe d’ordine al giorno e un magazzino completamente automatizzato, questo ha inevitabilmente portato a dei ritardi in tutto il processo, dal ricevimento fino all’evasione degli ordini. Anche la difficoltà ad approvvigionarsi dai fornitori dislocati nel Far East ha avuto inevitabilmente delle ripercussioni sulla disponibilità del prodotto. Le prime criticità si sono avute già a partire da fine gennaio, ma il culmine si è raggiunto a febbraio, quando ci è capitato anche di non ricevere nessun container in una settimana. Tenga conto che in media ne arrivano 40 alla settimana. Le problematiche hanno riguardato sia le spedizioni già pronte, che sono rimaste bloccate nei porti, sia il programma di produzione che ha subito un arresto. Per quanto riguarda l’Italia, il paradosso era che, dopo un primo momento di incertezza, i grossisti e i dettaglianti nostri clienti hanno ripreso l’attività e, già a partire dalla metà di aprile, la domanda è tornata a salire. Anzi appariva in aumento rispetto al pari periodo dello scoro anno. Abbiamo cercato di gestire la situazione assicurando la massima trasparenza ai nostri clienti e, devo dire, che in generale abbiamo trovato grande comprensione anche perché si trattava di un problema che stavano riscontrando anche altri fornitori. Da luglio il personale di magazzino della sede centrale Grupa Topex è rientrato a pieni ranghi e anche gli approvvigionamenti hanno ripreso il consueto ritmo. E questo ci sta consentendo di ripristinare le tempistiche normali.

 

Pensando al mercato italiano la ripresa è generalizzata o alcuni dei vostri settori di sbocco appaiono in sofferenza?

A partire da metà aprile, in Italia abbiamo fatto registrare numeri interessanti e oggi stimiamo di riuscire a chiudere l’anno con una leggera sofferenza rispetto al 2019. Il nostro mercato di riferimento resta il canale tradizionale, il grossista e i dettaglianti che comprano direttamente da Grupa Topex. I clienti che ci hanno seguiti e scelti in questi 10 anni ci hanno confermato la loro fiducia e trovo promettente il fatto che stanno ottenendo un buon esito dall’attività di vendita. In generale non rilevo particolari sofferenze. Anzi, alcuni clienti registrano vendite in incremento rispetto sull’anno 2019.

 

Avete sostenuto la domanda con promozioni e comunicazioni mirate?

Abbiamo confermato le attività promozionali pianificate. In qualche caso, come è accaduto ad aprile per le promozioni di periodo, ad esempio quelle legate al mondo giardino, abbiamo rivisto le tempistiche. I riscontri sono stati positivi. Tanto che abbiamo dovuto ristampare il materiale Pop predisposto. Ovvio che, a fronte di un piano di sviluppo così importante, ci siamo concentrati in modo particolare sulla comunicazione legata alle novità di prodotto.

 

Come è stata accolta dal mercato questa raffica di novità?

In termini di immagine ci ha sicuramente premiato. È stata vista come la dimostrazione che Grupa Topex ha risorse da investire ed è perfettamente in grado di reagire a questa crisi e confermare i propri piani di sviluppo. Direi anzi che la scelta di fare perno sulle novità per dare nuovo stimolo alle vendite è stata molto apprezzata.

 

Le difficoltà di approvvigionamento dei mesi scorsi stanno inducendo Grupa Topex a ripensare la propria filiera?

Per un’azienda è oggettivamente difficile cambiare drasticamente il proprio modello di approvvigionamento. Per quanto riguarda Grupa Topex vorrei far notare che è vero che il grosso dei fornitori si concentra nel Far East, ma già prima del Covid circa il 25% dei prodotti a catalogo arrivava da fornitori europei. A fine del 2019, inoltre, Grupa Topex ha acquisito il 100% delle azioni di Fabryka Wiertła Baildon, un’azienda polacca leader nella produzione di punte per trapani e questo in futuro potrebbe portare a nuove evoluzioni anche sul fronte degli approvvigionamenti. Detto questo tengo a sottolineare che, almeno per il momento, un dato di fatto imprescindibile è che certi prezzi diventano possibili soltanto se ci si avvale di fornitori del Far East.

 

Quanto pesa il mercato italiano per Grupa Topex?

Ovviamente il primo mercato dell’azienda è la Polonia. Seguono Russia, Ucraina e Romania dove siamo presenti con delle filiali. Se guardiamo alla sola Europa Occidentale, l’Italia è il primo Paese in termini di fatturato.

 

Quali sono i progetti a cui state lavorando in Italia?

Siamo impegnati ad aumentare la penetrazione dei nostri prodotti sui clienti che già serviamo.  Puntiamo a migliorare il posizionamento dell’azienda sul mercato italiano e per questo stiamo cercando di individuare nuove opportunità. Tra le altre l’e-commerce, che è un mondo che finora non abbiamo praticamente toccato. Anche tenendo conto dell’impulso dato dal Covid, abbiamo deciso di provare ad approcciarlo in modo più strategico individuando dei partner commerciali specializzati. In questo ci aiuta anche il fatto che grazie ai nuovi inserimenti siamo in grado di soddisfare anche nuovi target di clientela. Circa 200 delle novità lanciate quest’anno sono rivolte al mondo dell’autoriparazione e questo ci consente di trovare dei partner tra gli operatori – e sto scoprendo che sono tanti - che lo servono tramite l’e-commerce. Con l’inserimento di circa 300 referenze oggi Grupa Topex vanta una proposta molto interessante anche nell’abbigliamento da lavoro destinato non tanto alla grande industria, quanto alla piccola impresa, al professionista o al fai da te. E anche in questo ambito stiamo cercando nuove partnership.

 

 

 

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