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Lo studio portoghese Souto Moura Arquitectos, con l’opera della centrale elettrica per la diga di Foz Tua in Portogallo, è il vincitore della quarta edizione del Premio biennale ideato e promosso dal Gruppo BigMat, leader in Italia e in Europa di materiali per costruire, ristrutturare e rinnovare.

L’annuncio del vincitore del BigMat International Architecture Award ’19 si è svolto nel corso della serata di gala di venerdì 22 novembre all’interno del prestigioso edificio settecentesco Palais de la Bourse a Bordeaux, davanti a un pubblico di 400 persone tra ospiti internazionali del mondo dell’architettura e soci BigMat di tutta Europa.

L’opera di Eduardo Souto de Moura, già Premio Pritzker nel 2011, è stata premiata dalla giuria in quanto «complessa e di ampia portata, un’infrastruttura idroelettrica in cui gli architetti di rado intervengono in modo attivo. Eduardo Souto Mora dimostra in questo progetto di estrema difficoltà la sua maestria nel gestire opere di dimensioni estreme. La metafora della “macchina inserita nel paesaggio” diventa realtà nascondendo la maggior parte delle opere ingegneristiche nel sottosuolo e coprendo il paesaggio circostante in modo che l’apparire dell’edificazione si riduca al minimo, nonostante le enormi dimensioni dell’intervento. Elementi autonomi nella loro materialità ed espressione sono frammentati negli edifici di diverse misure, per la ventilazione, le ciminiere, ecc., in forme cubiche, cilindriche o coniche, che generano un paesaggio artificiale alternativo, che dialoga con la topografia e l’ambiente naturale. La maestria con cui Souto Moura controlla le diverse scale conferisce l’importanza che l’architettura assume come mediatore fra l’ingegneria e il paesaggio».

A contendersi la vittoria sono stati 14 finalisti tra architetti e studi provenienti dai sette Paesi europei dove è presente il marchio BigMat (Belgio, Francia, Italia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Spagna), selezionati in una rosa di 83 opere meritevoli tra oltre 600 progetti candidati.

«È un grande piacere ricevere questo Premio, riconoscimento dell’arduo lavoro svolto per raggiungere l’alta qualità costruttiva – ha commentato l’architetto portoghese –. Gli architetti devono riacquisire il “potere di fare progetti”, la nostra forza sta nel recuperare la tradizione e l’indipendenza del lavoro progettuale».

L’opera vincitrice, all’interno di un territorio patrimonio dell’UNESCO, è un esempio del connubio virtuoso tra architettura e paesaggio e sul rapporto tra architettura e sostenibilità Souto de Moura ha le idee chiare: «Penso sia ridondante parlare di architettura e sostenibilità poiché la buona architettura è di per sé sostenibile, non può esistere una senza l’altra».

ll Premio Nazionale per l’Italia è stato assegnato, invece, all’architetto Amanzio Farris di Cagliari per il progetto “Belvedere per una persona”: un lavoro sospeso tra architettura e scultura a Rocca di Mezzo, in provincia di Roma, già Menzione d’onore Paesaggi e spazi urbani nella VI edizione della Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana 2018.

«Un piccolo progetto in un piccolo paese dell’Italia centrale che – spiega la giuria – ha dimostrato come con pochissime cose l’architettura riesca a trasmettere la grandezza di un paesaggio come quello italiano e a riproporne i caratteri originali».

Soddisfatto e sorpreso l’architetto Farris: «La natura del lavoro, un’opera di modeste dimensioni, non lasciava immaginare questo esito di cui però sono felice soprattutto per il riconoscimento della particolarità e dello sforzo di mettere in primo piano il paesaggio cercando una relazione tra la dimensione piccolissima e quella vasta. La straordinaria macchina organizzativa di questo Premio Internazionale di Architettura testimonia poi la grande attenzione da parte di BigMat al mondo dell’architettura che mi ha permesso di vivere un’interessante esperienza di confronto e scambio con gli altri Paesi».

«Efficienza energetica, edilizia sostenibile, comfort e abitabilità sono state le parole chiave del Premio Biennale di Architettura, che BigMat promuove con grande impegno da quattro edizioni sostenendo la cultura architettonica contemporanea nell’ottica dello sviluppo e del miglioramento della società e dell’ambiente – ha ricordato il direttore di BigMat International Matteo Camillini –. BigMat, in quanto protagonista del settore delle costruzioni offre prodotti e assistenza sia nel campo della ristrutturazione sia in quello delle nuove costruzioni e investe ogni giorno nell’ascolto e nel dialogo profondo con il mondo dei progettisti; così con questo premio vogliamo confermare la nostra attenzione e il nostro impegno al loro fianco».

Del rapporto tra architetti e distributori di materiali ha parlato anche l’architetto Amanzio Farris: «Nel campo della progettualità architettonica il tema della tecnologia e dei materiali è molto importante vista la complessità crescente dei progetti, non è infatti possibile che il progettista abbia una conoscenza così ampia dei materiali a disposizione e diventa allora fondamentale il rapporto con il distributore che deve essere complice e alleato del progettista».

Migliorare la comunicazione e relazione tra la distribuzione e la progettazione è anche una delle esigenze espresse da Ipostudio architetti, finalisti italiani del BMIAA’ 19.

«È importante stabilire un rapporto di scambio con il settore della distribuzione che ha il ruolo strategico di intermediario tra i produttori di materiali edili e gli architetti – sottolinea lo studio fiorentino –. I progettisti, gli ingegneri e gli architetti necessitano sempre più di informazioni tecniche aggiornate e la rivendita è uno dei canali di approfondimento».

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